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Martedì 07 Febbraio 2012
Il sindaco Vittorio Gatti ha interpretato la volontà della stragrande maggioranza dei besanesi e con un’ordinanza ha sancito che il Crocifisso, simbolo cardine del Cristianesimo, debba restare affisso in tutti i luoghi pubblici della città, a partire dalle scuole.
“L’esposizione del Crocifisso in una sede non religiosa non assume un significato discriminatorio sotto il profilo religioso, perché rappresenta valori civilmente rilevanti che ispirano il nostro ordine costituzionale – ha detto Gatti – anzi sono la base del nostro vivere civile, delineano la laicità propria dello Stato a prescindere dalla religione seguita dagli alunni”. “Ci sono – ha aggiunto - anche diverse sentenze emesse in passato dal Consiglio di Stato e dalla stessa Corte Costituzionale che mi hanno spinto a prendere questa decisione”.
Com’è noto, il nostro sindaco si è opposto a una sentenza della Corte di Strasburgo, che imponeva di togliere il Crocifisso dalle aule delle scuole, un diktat emesso dall’Ente europeo presieduto dal francese di origine tunisina Jean Paul Costa.
La decisione di Gatti ovviamente non è piaciuta al professor e ex sindaco Sergio Cazzaniga che, al momento di esprimere un voto in Consiglio comunale sull’ordinanza, ha preferito abbandonare il campo insieme ai consiglieri di Insieme per Besana, uscendo dall’aula, salvo poi ripensarci e pretendere di prendere la parola. D’altra parte è bene che si sappia che proprio Cazzaniga, da sindaco aveva fatto togliere il Crocifisso dall’ufficio del primo cittadino in municipio, con circa due anni di anticipo sulla sentenza di Strasburgo. Ora Vittorio Gatti lo ha fatto rimettere.