Possente anche la partecipazione dei besanesi, arrivati nel capoluogo lombardo con cinque pulman e numerose auto private, erano guidati da don Francesco Cameroni, don Massimo e don Piergiorgio Fumagalli. In testa a tutti le “Penne nere” besanesi e i componenti del gruppo “Amici di don Carlo Gnocchi” con l’infaticabile Pietro Cazzaniga che ne è il coordinatore.
Il clou della cerimonia si è avuto alle 10.15 circa quando gli alpini hanno scoperchiato l’urna con il corpo di don Carlo e monsignor Angelo Amato, Presidente del Comitato Etico inviato dal Pontefice Benedetto XVI ha proclamato Beato il “Venerabile Servo di Dio”: il momento è stato salutato dall’applauso dei cinquantamila accorsi sulla piazza Duomo, mentre le 15 mila “Penne nere” hanno tributato al loro eroe il saluto militare.Verso le 12 il Pontefice durante l’Angelus, collegato con la piazza su un grande display ha rivolto un saluto all’arcivescovo Tettamanzi e alla folla dei fedeli ringraziando la chiesa ambrosiana per il giorno di grande festa e ha ricordato a tutti il motto di don Carlo;”Accanto alla vita, sempre”.
Grazie al diretto interessamento del sindaco Vittorio Gatti, forse un giorno si potrà coronare il sogno del gruppo “Amici di don Carlo Gnocchi”: quello di avviare la ristrutturazione di un’ala della Villa Pilotti a Montesiro, dove don Carlo visse con la madre Clementina, e farla diventare un museo dedicato proprio all’opera del Beato, che ha speso una vita per salvare e aiutare i mutilatini e i disabili.
A questo scopo il sindaco Gatti si è impegnato in una serie di trattative con i proprietari della Villa.









