Taglio ai costi del personale del Comune. Allo studio un piano di riorganizzazione dei servizi ai cittadini
Nel 1975 i dipendenti comunali erano 29, oggi sono 72 e il loro costo rappresenta il 23,32 per cento delle spese correnti. Come avevamo promesso l’anno scorso in campagna elettorale è necessario intervenire con tagli alle spese e una razionalizzazione della macchina comunale.
Il sindaco Vittorio Gatti, che ha la delega del Personale, ha deciso di rompere gli indugi e di mettere mano a un piano, che preveda il blocco delle assunzioni e nessuna sostituzione dei dipendenti che vanno in pensione e contemporaneamente una redistribuzione del personale che renda più funzionale la macchina comunale e eviti gli sprechi.
“Negli ultimi anni il numero dei dipendenti è salito in misura impressionante, senza che la macchina comunale ne traesse evidenti benefici, anzi – dichiara il sindaco Gatti – Le risorse vanno razionalizzate, è un impegno che mi sono preso quando sono stato eletto ed ora, insieme alla Giunta, mi accingo a metterci mano. Lo faremo consultando le rappresentanze sindacali, ovviamente, e sulla base di un accordo che mi auguro sia possibile”.
Qui emerge lo spirito imprenditoriale di Vittorio Gatti, abituato nelle sue aziende a razionalizzare l’organizzazione del lavoro, a partire dal personale e a tagliare i costi inutili, la sua è una cultura ben lontana da quella dei burocrati, abituati a creare apparati abnormi che nuociono alla funzionalità dei servizi erogati.
“In questi primi mesi di governo della città – gli fa eco l’assessore al Bilancio Laura Scaccabarozzi – abbiamo approfittato per conoscere ogni settore della macchina comunale e ci siamo resi conto che, anche alla luce della difficile situazione economica generale e della necessità di rispettare il patto di stabilità, è necessario procedere a un taglio dei costi senza mandare in tilt i servizi ai cittadini”.





